Bersaglio Mobile: il buono, il brutto e il cattivo

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Ieri a  Bersaglio Mobile il buono, il brutto e il cattivo. Andando per esclusione: il buono non può essere Berlusconi, Renzi? Non ci crederebbe nessuno. Per il brutto e il cattivo la partita si gioca fra i due simili, ma essendo condannato è più sensato quest’ultimo farlo fare all’ex Cavaliere. E poi nel film era soprannominato “Sentenza”. E chi meglio di Berlusconi?

Primo ospite a Bersaglio Mobile, “Il brutto”

A Bersaglio Mobile, il faccia a faccia con Mentana lo comincia Renzi (“il brutto”) che, un po’ come nel film, ne ha uccisi tutti (Letta e Bersani) tranne uno (Grillo?). Sembra disarmato, spara spesso a salve e senza nemmeno mirare bene. Cerca di colpire nel segno sparando un’infinità di volte l’unica cartuccia rimasta, quella delle 80€, ma la vista è annebbiata. Cerca vendetta, ma non è il Renzi dei tempi migliori. I fischi di Napoli probabilmente si fanno ancora sentire o forse è solo mancanza di argomenti. Prova qualche battuta calcistica, ma invano. Poi, “spero che gli 80 euro vadano in circolo nel mercato interno” dice, ma molti trovano quasi improbabile che qualcuno decida di portarli in qualche conto svizzero. E’ addirittura il più grande aumento salariale (?) - continua – alternando espressioni incerte. Infine il monito: “dobbiamo votare persone in grado di cambiare l’Europa”. Tipo la Picierno? secondo la quale questo “enorme” aumento salariale non solo equivale a due settimane di spesa, ma addirittura farà aumentare i consumi del 15%! E prende per fonte il Censis. Peccato che poi, come ricorda Franco Bechis, “il Censis avesse invece criticato la manovra di Renzi che per il fatto di non essere strutturale avrebbe inciso poco sui consumi degli italiani (secondo l’Istat per lo 0,2%, altro che il 15%)”.

In sintesi: Grillo è cattivo, Berlusconi un po’ meno perché gli regge in piedi il governo.

A Bersaglio Mobile il cattivo, detto Sentenza

Dopo la tiritera di Renzi negli studi di Bersaglio Mobile ecco entrare anche Berlusconi. L’ex  senatore ed ex Cavaliere non può nemmeno andare a votare perché interdetto, ma si accomoda sulla poltrona di Mentana perché sa benissimo che se ci avesse mandato un Toti qualsiasi non avrebbe guadagnato nemmeno mezzo punto. Solo che appare stanco, confuso. Comincia come ai vecchi tempi a sparare numeri e sentenze (sarà l’abitudine). Dice che gli preme pensare alla libertà sua e degli italiani. Sulla sua nessuno nutre dubbi, su di noi forse ci vuole tutti a Beirut. Dice che li suo è stato il miglior governo, e lì capisci che l’età sta avanzando più velocemente del cerone che ha in volto. Anche per lui. Poi sconsiglia alla figlia Marina di non scendere in campo perché non vuole che sopporti ciò che ha sopportato lui. Non immagina però quello che abbiamo dovuto sopportare noi. Punti di vista. Parla anche di politica internazionale: “Barroso l’ho fatto io e Gheddafi l’avevamo addomesticato”. Come fosse Dudù insomma. Infine si è fatto tardi e i carabinieri hanno dovuto riportarlo a casa.

Una cosa è certa. Nonostante abbia distrutto il Paese e depenalizzato i reati a lui più cari con l’aiuto del centro-sinistra, il “vecchietto” ha quasi impietosito per ciò che ne è rimasto di lui.

“Il buono”

L’ultimo spazio di Bersaglio Mobile è tutto per Alessandro Di Battista. Magari non possiamo accertarci che sia buono, ma di certo non è condannato e non ci fa insieme compromessi politici. Non sono più buono di Berlusconi o Bersani. La prima volta è stato difficile fare il click e restituire 18.000€, ma l’onestà e il camminare a testa alta rispettando gli elettori non lo baratterei mai con tutto l’oro del mondo. Siamo qualcosa di nuovo, diverso da questo sistema. Io sono venuto da solo, con il motorino “blu”, mentre Berlusconi è appena uscito usufruendo della scorta. L’antiberlusconismo per me è stato ed è un valore. Credevo il Pd l’antagonista, poi in quest’anno in Parlamento abbiamo scoperto quello che non avremmo mai immaginato. Vogliamo rompere il concetto di partitocrazia. Chi vota Pd, come votavo io, accosta ancora quel partito a Berlinguer, ma come ha detto l’ex responsabile alla giustizia del PC oggi è il M5S ad incarnare la questione morale. Chi crede che il Pd abbia a che fare con la giustizia sociale, l’ambiente, la giustizia sociale, etc. ha sbagliato come sbagliai io.

 Il deputato pentastellato sembra rianimare Mentana e tutta la puntata di Bersaglio Mobile. Una carrellata generale, sul primo anno in parlamento, sulle riforme, il lavoro presentato. Spiega il legami fra il Pd e Berlusconi e parla della lotta alla “mafia politica”: la mafia è il compromesso fa la politica e la corruzione. In questo anno abbiamo studiato, abbiamo scoperto i lobbisti. 

I primi mesi abbiamo studiato i regolamenti, se fossimo venuti in tv senza l’esperienza che abbiamo oggi ci avreste massacrato. Su Genovese “umanamente è stato difficile, ma la legge è uguale per tutti”. L’Europa: è un vaso di coccio fra due vasi di ferro (Usa e Russia) 

Saremmo in grado di governare. Se vincessimo le Europee Napolitano dovrà prenderne atto. Questo è un governo illegittimo. Se si sciogliessero le Camere ci presenteremmo in Aula con le nostre proposte contro la corruzione, conflitto di interessi e reddito di cittadinanza. E questo Parlamento dovrà prendersi la responsabilità. Definisce le europee un test per il governo e la politica italiana. Ed anche Renzi lo sa, tanto da sventolare ogni ora il Decreto delle 80 euro, che con l’Europa non c’entra niente.

Sulle espulsioni: “Grillo e Casaleggio non comandano, decidiamo tutti insieme, con gli attivisti”. Noi discutiamo e decidiamo insieme. Letta ordinò ai suoi di salvare la Cancellieri. I primi mesi abbiamo studiato i regolamenti, se fossimo venuti in tv senza l’esperienza che abbiamo oggi ci avreste massacrato. Su Genovese “umanamente è stato difficile, ma la legge è uguale per tutti”. 

In Europa abbiamo un potere contrattuale per non fare la fine della Grecia, ma nè Mastella (ontologicamente rinviato a giudizio), nè la Zanicchi hanno mai sfruttato. Dobbiamo riprenderci la nostra sovranità, energetica, monetaria e decisionale.

Sulla Crimea: Non siamo filo-russi, l’Europa è un vaso di coccio fra due vasi di ferro, gli imperialismi degli Usa e della Russia. Siamo per un popolo italiano che sia sovrano in ambito politico e internazionale. Vogliamo una libertà energetica, gli accordi con la Gazprom ci stanno strozzando. La Nato? se significa essere obbligati a bombardare la Serbia che non ci aveva attaccato, se significa spendere 2,6 milioni di euro al giono in Afghanistan, se significa avere delle basi costruite dalle stesse cooperative all’interno del caso Expo, se significa accettare ordigni nucleari nel Paese pur non volendoli, la mia personale posizione è di rivedere qualcosa e di pensarci. 

Chiunque volesse può guardare qui l’intera puntata di Bersaglio Mobile.

Gurada Di Battista a Bersaglio Mobile

Guarda Renzi a Bersaglio Mobile

Guarda Berlusconi a Bersaglio Mobile

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