Renzi, tra fischi e la (non) par condicio

Renzi contestatoRenzi fischiato a Napoli al grido di “buffone”

“L’abusivo sei tu”, “buffone” ed altro ancora. Come dimostra il video,  Renzi è sempre meno legittimato dal popolo nelle strade d’Italia. I bambini festanti che lo acclamano sono solo la cornice di un quadro dipinto male da un’informazione poco attenta. Era già successo a Siracusa, Treviso, Scalea, Roma e Modena. Probabilmente sta pagando caro non solo il non essere passato dalle urne, ma anche l’interminabile serie di promesse campate in area, gli scandali del partito, gli arresti, gli incontri con Berlusconi e perchè no, anche le sue famose supercazzole a cui la gente crede sempre meno. Un modo di far politica vecchio di decenni e che lui diceva di voler rottamare. Le contestazioni sono l’espressione di un Paese ormai senza ossigeno e che Renzi sembra voler ignorare, preferendo attaccare Grillo per mettere in ombra decreti come quello sul lavoro, dove il precariato potrebbe spingere molti giovani a seguire l’esempio di molti altri emigranti. Oggi però la gente è sempre più informata ed attenta. E Renzi non può pretendere di far leva su uno scivolone dialettico di Grillo per raccogliere consensi, ma dovrebbe preoccuparsi di fare meno propaganda e più fatti dato che è al Governo e non all’opposizione.

Par condicio. Troppo Renzi in tv

Troppo Renzi in tv, almeno su alcune reti. L’Autorità garante delle comunicazioni annuncia di avere emanato degli “ordini di riequilibrio” nei confronti di alcune testate, dopo avere rilevato “alcune criticità” nella par condicio. In particolare, si legge nel comunicato, “dall’analisi dei dati sono emerse alcune criticità riguardanti la parità di trattamento tra i soggetti politici e istituzionali”. Per questo, prosegue l’Agcom, “sono stati adottati, dopo un articolato dibattito nel quale sono emerse anche posizioni diversificate, i seguenti provvedimenti: ordini di riequilibrio nei confronti de La7, Rainews e Skytg24, per l’eccessivo tempo di parola fruito dal presidente del Consiglio; un ordine di riequilibrio a La7 per l’inadeguata presenza riservata al Nuovo Centro Destra e a tutte le liste con minore rappresentanza parlamentare; un ordine di riequilibrio e un richiamo al Tg3, rispettivamente per l’eccessivo tempo di parola concesso al Presidente del Consiglio e per lo scarso spazio fruito dal Nuovo Centro Destra”. Inoltre, l’Agcom “ha infine disposto l’archiviazione degli esposti presentati dal Nuovo Centro Destra e dal Movimento 5 Stelle”. L’Agcom ha analizzato i “dati relativi al monitoraggio sul pluralismo politico e istituzionale nella televisione riferiti al periodo 10-16 maggio anche in relazione all’intero periodo di par condicio 5 aprile-16 maggio”. (fonte)