Renzi, meno male che Silvio c’è

Renzi, meno male che Silvio c'è

Foto dal web

Sicuramente Renzi il fastidioso motivetto “Meno male che Silvio c’è”l’avrà già fatto suo da un pezzo visti le ormai consolidate intese con l’ex Cavaliere.

Forse la definizione più azzeccata è quella titolata da Dagospia, che definisce “Renzi uno appeso al catetere dell’ex cavaliere. Uno che per non saltare in aria è costretto a piagnucolare al telefono il voto di Silvio. Altro che “abbiamo i voti…” Ieri a Matrix lo ha fatto capir bene con una battuta anche l’ex senatore: “non sono io a essere innamorato di Renzi, è lui a essere innamorato di me”.

E l’elettorato di sinistra che fa? Nessuno che si chieda ancora se mai sia davvero possibile uno scenario in cui un governo non eletto da nessuno faccia decidere le riforme ad un pregiudicato che non può nemmeno votare.

Riforme, via libera al testo base di Renzi. Ma con i voti di Silvio

Come riporta Il Fatto Quotidiano, in commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama un ordine del giorno presentato da Roberto Calderoli che prevede il Senato elettivo è passato con 15 voti, uno dei quali è quello di Mario Mauro, il leader dei Popolari per l’Italia che fanno parte della maggioranza di governo. Poi il testo base del governo è stato approvato anche con i voti di Forza Italia.

Esultano Renzi e il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, ma il senso della giornata è quello che disegna il capogruppo di Forza Italia in Senato Paolo Romani: “Forza Italia è stata determinante e senza di noi non sarebbe passato il testo base. Abbiamo votato l’ordine del giorno Calderoli e grazie a noi è passato; abbiamo votato il testo base e grazie a noi è passato. Questo dimostra che siamo determinanti per il cammino delle riforme che, grazie a noi, può partire”.

 Calderoli: Renzi ringrazi Berlusconi

In realtà il giallo si è verificato anche nel centrodestra d’opposizione. “Abbiamo vinto noi e il Governo ha perso – dice Calderoli – E se ne sono usciti vivi la ministra e Renzi è solo per il tradimento di Berlusconi, che fino alle ore 20.20 al telefono con me mi diceva ‘mi raccomando tieni duro, il testo del Governo non deve passare prima del 25 maggio. Noi ti seguiamo fino in fondo’. Poi alle 21.15 ha cambiato idea. Forse sarà il fascino della ministra, fossi nella Pascale mi preoccuperei”.

Boschi minaccia crisi di governo

La ministra di Renzi ha smentito, ma le agenzie di stampa hanno riferito che se la commissione Affari costituzionali del Senato non approvasse il disegno di legge del governo sulle riforme come testo base, le conseguenze potrebbero portare alle dimissioni del governo. Circostanza che fa dire ai commissari del M5s Endrizzi, Morra e Crimi che “la Boschi lancia minacce a vuoto di crisi di governo, ma c’è solo un Governo in crisi d’immagine”. Di certo c’è che il lavoro per arrivare al voto sul testo-base sull’abolizione del Senato approvato dal consiglio dei ministri è stato durissimo: è durato quasi due giorni. (fonte)